Questa opera raffigura una cerva, l’animale sacro per eccellenza alla dea 𝐃𝐢𝐚𝐧𝐚, simbolo della natura, della caccia e dei boschi. La figura della dea era particolarmente venerata secoli fa sul 𝐌𝐨𝐧𝐭𝐞 𝐓𝐢𝐟𝐚𝐭𝐚, dove sorgeva un importante tempio dedicato a Diana Tifatina, costruito in un luogo immerso nei boschi e legato ai culti della fertilità e della natura.
Proprio sulle rovine di quell’antico santuario romano venne poi edificata la splendida basilica benedettina di Sant’Angelo in Formis, creando così un ideale ponte tra il mondo pagano e quello cristiano.
A sinistra vediamo l’immagine così come è stata refertata e pubblicata negli studi archeologici dell’epoca, segnata dal tempo e dalla perdita dei colori originari. A destra, invece, una libera interpretazione grafica che prova a immaginare come poteva apparire il dipinto in origine, con tonalità e cromie ispirate alla pittura romana antica.
Il piccolo “quadretto”, rinvenuto proprio nella zona di Sant’Angelo in Formis, testimonia quanto fosse radicato nel territorio il culto di Diana Tifatina, una delle divinità più importanti e identitarie dell’area tifatina in epoca romana