È un proverbio e un modo di dire diffuso in Campania, a dire il vero non come una volta.
Si usa per indicare quelle situazioni in cui una persona che ricopre un ruolo importante, e che quindi avrebbe il dovere di prendere decisioni o esprimere opinioni autorevoli, sceglie invece di non esporsi, lasciando tutto in sospeso.
A quel punto, chi gli sta accanto (impersonificato in questo caso dal sagrestano, il più diretto collaboratore del prete, memori di una grande tradizione cattolica) si sente quasi autorizzato a tirarsi indietro a sua volta. La frase, infatti, sottolinea proprio questo concetto: se chi ha maggiori responsabilità non interviene, non prende posizione o non cerca di cambiare le cose, allora difficilmente lo farà chi viene dopo di lui.
In altre parole, il proverbio esprime l’idea che l’inerzia o la noncuranza di chi guida finisca inevitabilmente per legittimare anche la passività degli altri, i quali arrivano mestamente a pensare che non spetti certo a loro assumersi compiti o responsabilità che chi di dovere ha scelto di ignorare.
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“𝐍𝐮𝐧 𝐬𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐚 ’𝐨 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐭𝐞, 𝐟𝐢𝐠𝐮𝐫𝐚𝐭𝐢 ’𝐨 𝐬𝐚𝐜𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨”. Il detto del giorno