Quando eravamo Capua: i reperti archeologici del Museo Campano

 

Una delle Matres conservate nel Museo Campano

Una delle Matres conservate nel Museo Campano

L’antica Capua (territorio corrispondente all’odierna Santa Maria CV e paesi limitrofi) fu una delle più grandi città dell’Italia antica e, nel periodo del suo massimo splendore, una delle più importanti dell’impero Romano. Tito Livio descrive la Capua del IV secolo a.C. come la più grande e ricca città d’Italia, mentre Cicerone la definì l’altera Roma. Storicamente fu, nel periodo romano, la capitale della Campania, e come Roma aveva un proprio Senato, da cui l’acronimo S. P. Q.C ( Senatus Populusque Capuanum ). L’antica Capua è famosa nel mondo per i suoi ozi, noti per essere stati la causa principale della sconfitta del condottiero cartaginese Annibale. Purtroppo dei fasti del suo passato non resta molto a livello documentale, ma i reperti archeologici, ancora integri, possono dare l’esatta dimensione di quella che fu la sua grandezza; su tutti le Matres Matutae e i mosaici del tempio di Diana, reperti conservati nel Museo Campano di Capua. Le Matres rappresentano una raccolta di oltre cento statue ritrovate a Curti nel fondo Patturelli, si tratta di figure femminili intente ad accudire dei neonati, inquadrate temporalmente fra la fine del V secolo a.c. e il I secolo a.c. . Le statue sono realizzate in tufo proveniente dal monte Tifata; solo una differisce dalle altre, quella della dea tutelare del tempio: la “Mater Matuta“, antica divinità italica della maternità, proprio per questo si pensa siano offerte ex-voto alla dea; questa collezione è universalmente considerata tra le più rare che Musei italiani e stranieri possano vantare. Sempre il museo Campano, inoltre, conserva dei mosaici ritrovati a Sant’Angelo in Formis alle pendici del monte Tifata, in corrispondenza dell’odierna basilica, fra tutti spicca un mosaico policromo proveniente raffigurante un “coro sacro“, sicuramente un pannello decorativo di quello che fu il tempio dedicato a Diana Tifatina. Non tutti hanno l’esatta dimensione dell’inestimabile valore di questi reperti, fortunatamente è in atto un’opera di rivalutazione degli stessi che potrebbe assicurare ad un’area come quella di Terra di Lavoro un flusso turistico importante che, in parte, potrebbe sopperire alla difficile congiuntura economica che sta mettendo a dura prova l’intera provincia casertana.

Di seguito una rassegna di alcuni reperti conservati nel Museo Campano di Capua:

Mosaico del coro sacro

Mosaico del coro sacro

Mosaico proveniente dal tempio di Diana Tifatina

Mosaico proveniente dal tempio di Diana Tifatina

Una delle Matres Matutae

Una delle Matres Matutae

Matres in Miniatura

Matres in Miniatura

reperto ritrovato nel fondo Patturelli

reperto ritrovato nel fondo Patturelli

mater Matuta

mater Matuta

altra mater

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Campania Felix o Terra dei Fuochi? In bilico fra il Paradiso e l'Inferno nel disinteresse generale - Alla ricerca di vecchie tradizioni ed usanze casertane e campane con divagazioni sul tema.
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