A poco meno di 24 ore dalla scomparsa di 𝐎𝐬𝐜𝐚𝐫 𝐒𝐜𝐡𝐦𝐢𝐝𝐭, da persona che ha vissuto quegli anni, non posso fare a meno di pensare a quanto siamo stati fortunati quelli come me, grandi appassionati di calcio e basket che vivevano fra le province di Napoli e Caserta, tra la seconda metà degli anni ’80 e i primi anni ’90.
In poco più di 30 chilometri avevamo contemporaneamente, il più grande calciatore di tutti i tempi e il più grande cestista/tiratore extra NBA di sempre.
All’epoca forse lo davamo quasi per scontato, ma vederli all’opera allo stadio Stadio San Paolo o al PalaMaggiò era ogni volta uno spettacolo straordinario.
Nei rispettivi sport erano due alieni, sembravano provenire da un altro pianeta: per movenze, gesti tecnici e per quella capacità, rara e quasi irreale, di ribaltare da soli una partita. E lo facevano in contesti di altissimo livello: una Serie A calcistica allora inarrivabile per gli altri campionati (fa quasi strano dirlo oggi) e una Serie A di basket che, al netto dell’NBA, aveva pochi eguali nel mondo.
In tutto questo c’era anche una “stranezza”: entrambi erano protagonisti in squadre del tanto vituperato Sud, e in particolare di una delle aree più denigrate d’Italia. Eppure, proprio qui, hanno rappresentato gli alfieri di un Sud in cerca di riscatto: un Diego Armando Maradona profondamente napoletano e un Oscar profondamente casertano.
Tra loro nacque anche un bel rapporto di stima e amicizia, tutt’altro che scontato per un argentino e un brasiliano, peraltro con caratteri molto differenti.
Chi, come me, ha vissuto quegli anni, oggi si rende conto di essere stato uno spettatore privilegiato. Non potrò mai dimenticare gli allenamenti e le partite di Diego, così come non potrò mai dimenticare i tiri “a mitraglia”, come li definiva la tifoseria casertana, di Oscar “Mao Santa”.
Scrivendo queste parole, la tristezza trova inevitabilmente spazio, ma resta lontana anni luce dal senso di gratitudine per aver potuto assistere alle imprese di due fuoriclasse assoluti, due autentici protagonisti dell’Olimpo dello sport, e devo dire che a distanza di tanti anni il ricordo delle loro gesta è nitido.
Per un periodo, grazie a loro, Napoli e Caserta hanno dettato legge, sovvertendo una subalternità che, a tratti, è stata anche opprimente. E chi c’era lo sa: non è stato solo sport, è stata storia.
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Trenta Chilometri di Eternità: Il Mito di Maradona e Schmidt