Tra le espressioni più vive e penetranti della tradizione popolare campana, “𝑇𝑒𝑛𝑒 ’𝑎 𝑏𝑜𝑡𝑡𝑎 𝑑𝑖𝑛𝑡’ 𝑎̂ 𝑠𝑐𝑒𝑙𝑙𝑎” occupa un posto speciale.
È una frase breve ma capace di raccontare con sorprendente precisione un intero stato d’animo umano.
Letteralmente significa avere un colpo nell’ala, come un uccello ferito che tenta comunque di restare in volo.
Ma, come spesso accade nel patrimonio linguistico del Sud, il valore più autentico non è nella traduzione letterale bensì nel mondo interiore che l’immagine evoca: Il peso nascosto, che non vuol dire soltanto che ha commesso un errore o una malefatta.
Significa soprattutto che porta dentro un peso non confessato.
È la condizione di chi:
– vive con un’inquietudine silenziosa;
– teme di essere scoperto;
– cerca di mostrarsi normale, ma non riesce davvero a esserlo;
– tradisce la propria colpa attraverso gesti incerti, parole di troppo, sguardi sfuggenti;

Proprio come l’uccello ferito che continua a volare con traiettorie innaturali pur di non cadere, anche l’uomo prova a mantenere l’equilibrio delle apparenze, andando spesso in evidente contraddizione.