Si ̳precisa, ad onor di cronaca ,che si vuole solo riportare un racconto tramandato oralmente nella zona, di cui peraltro se ne sta perdendo il contenuto, che non ha riscontro dei dati fattuali riportati dalla storiografia del tempo. Si prega pertanto di prendere questo racconto come una semplice “leggenda metropolitana” del tempo

La battaglia, rappresenta l’ultima grande battaglia campale del Risorgimento,prima della proclamazione del Regno d’Italia. Lo scontro è considerato tra i più significativi del Risorgimento, non tanto per il numero di combattenti coinvolti, quanto per i suoi risultati decisivi. Giuseppe Garibaldi, con le sue truppe, riuscì a fermare la prepotente ripresa offensiva dell’esercito borbonico, che, riorganizzatosi, si era attestato nella fortezza di Capua. Da quel momento, l’esercito regolare borbonico cessò di essere un ostacolo al processo di unificazione italiana.

Durante la battaglia, secondo quanto riportato in diversi scritti, mentre Garibaldi si dirigeva verso Sant’Angelo in Formis, per ribaltare le sorti della battaglia, la sua carrozza fu attaccata da soldati borbonici: il cocchiere venne ucciso, un ufficiale al suo fianco gravemente ferito, e Garibaldi riuscì a salvarsi saltando dalla carrozza e continuando a piedi. Alcune fonti riportano invece che Garibaldi fu ferito da colpi di moschetto e tratto in salvo dai suoi uomini.

M̳a̳ ̳a̳t̳t̳e̳n̳z̳i̳o̳n̳e̳, secondo voci popolari dell’epoca, il condottiero sarebbe addirittura morto e sostituito da un sosia, ipotesi riportata da 𝐆𝐢𝐚𝐜𝐢𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞’ 𝐒𝐢𝐯𝐨
nel suo scritto 𝐼 𝑁𝑎𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑎𝑛𝑖 𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑖𝑣𝑖𝑙𝑖 (1861). Tale tesi è evidentemente senza basi e (ripeto) , smentita dalla realtà fattuale e il tutto va preso come una semplice suggestione. Ciò posto, nel merito, mi ricordo ciò che mi veniva tramandato dagli anziani, parliamo di persone nate nei primi del 900′, i quali avevano sentito dire spesso dai propri genitori e conoscenti più anziani che Garibaldi, in quella battaglia aveva preso ” nà’ palla ‘nfronte“, derivante forse dal tentativo di alimentare volutamente falsi episodi tesi a ribaltare la verità storica nel voler sposare la causa dell’ex Regno delle due Sicilie.