Questo articolo nasce da immemori S๐ฎ๐ ๐ ๐๐ฌ๐ญ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐๐ข๐๐๐ญ๐ข๐ง๐ Alimentate da racconti locali tramandati oralmente riguardo la decisiva
๐๐๐ญ๐ญ๐๐ ๐ฅ๐ข๐ ๐๐๐ฅ ๐๐จ๐ฅ๐ญ๐ฎ๐ซ๐ง๐จ (๐๐ ๐ฌ๐๐ญ๐ญ๐๐ฆ๐๐ซ๐ – ๐ ๐จ๐ญ๐ญ๐จ๐๐ซ๐ ๐๐๐๐)
Che rappresenta l’ultima grande battaglia campale del Risorgimento, prima della proclamazione del Regno d’Italia. Lo scontro รจ considerato tra i piรน significativi del Risorgimento, non tanto per il numero di combattenti coinvolti, quanto per i suoi risultati decisivi. Giuseppe Garibaldi, con le sue truppe, riuscรฌ a fermare la prepotente ripresa offensiva dell’esercito borbonico, che, riorganizzatosi, si era attestato nella fortezza di Capua. Da quel momento, l’esercito regolare borbonico cessรฒ di essere un ostacolo al processo di unificazione italiana.
Durante la battaglia, che imperversava nei dintorni dei colli tifatini, secondo quanto riportato in diversi scritti, mentre Garibaldi si dirigeva verso Sant’Angelo in Formis, per ribaltare le sorti della battaglia, la sua carrozza fu attaccata da soldati borbonici: il cocchiere venne ucciso, un ufficiale al suo fianco gravemente ferito, e Garibaldi riuscรฌ a salvarsi saltando dalla carrozza e continuando a piedi. Alcune fonti riportano invece che Garibaldi fu ferito da colpi di moschetto e tratto in salvo dai suoi uomini.
Mฬณaฬณ ฬณaฬณtฬณtฬณeฬณnฬณzฬณiฬณoฬณnฬณeฬณ, secondo voci popolari dell’epoca, il condottiero sarebbe addirittura morto e sostituito da un sosia, ipotesi riportata da ๐๐ข๐๐๐ข๐ง๐ญ๐จ ๐๐โ ๐๐ข๐ฏ๐จ nel suo scritto ๐ผ ๐๐๐๐๐๐๐ก๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐ง๐๐๐๐ ๐๐๐ฃ๐๐๐ (1861)
Nฬณ.ฬณBฬณ.ฬณ ฬณSฬณiฬณ ฬณpฬณrฬณeฬณcฬณiฬณsฬณaฬณ ฬณaฬณdฬณ ฬณoฬณnฬณoฬณrฬณeฬณ ฬณdฬณiฬณ ฬณcฬณrฬณoฬณnฬณaฬณcฬณaฬณ ฬณcฬณhฬณeฬณ ฬณsฬณiฬณ ฬณvฬณuฬณoฬณlฬณeฬณ ฬณsฬณoฬณlฬณoฬณ ฬณrฬณiฬณpฬณoฬณrฬณtฬณaฬณrฬณeฬณ ฬณ ฬณuฬณnฬณ ฬณrฬณaฬณcฬณcฬณoฬณnฬณtฬณoฬณ ฬณtฬณrฬณaฬณmฬณaฬณnฬณdฬณaฬณtฬณoฬณ ฬณoฬณrฬณaฬณlฬณmฬณeฬณnฬณtฬณeฬณ ฬณnฬณeฬณlฬณlฬณaฬณ ฬณzฬณoฬณnฬณaฬณ,ฬณ ฬณdฬณiฬณ ฬณcฬณuฬณiฬณ ฬณpฬณeฬณrฬณaฬณlฬณtฬณrฬณoฬณ ฬณsฬณeฬณ ฬณnฬณeฬณ ฬณsฬณtฬณaฬณ ฬณpฬณeฬณrฬณdฬณeฬณnฬณdฬณoฬณ ฬณiฬณlฬณ ฬณcฬณoฬณnฬณtฬณeฬณnฬณuฬณtฬณoฬณ,ฬณ ฬณcฬณhฬณeฬณ ฬณnฬณoฬณnฬณ ฬณhฬณaฬณ ฬณaฬณsฬณsฬณoฬณlฬณuฬณtฬณaฬณmฬณeฬณnฬณtฬณeฬณ ฬณrฬณiฬณsฬณcฬณoฬณnฬณtฬณrฬณoฬณ ฬณnฬณeฬณiฬณ ฬณdฬณaฬณtฬณiฬณ ฬณfฬณaฬณtฬณtฬณuaฬณlฬณiฬณ ฬณrฬณiฬณpฬณoฬณrฬณtฬณaฬณtฬณiฬณ ฬณdฬณaฬณlฬณlฬณaฬณ ฬณsฬณtฬณoฬณrฬณiฬณoฬณgฬณrฬณaฬณfฬณiฬณaฬณ ฬณdฬณeฬณlฬณ ฬณtฬณeฬณmฬณpฬณoฬณ
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๐๐ฎ๐ซ๐ข๐จ๐ฌ๐ข๐ญ๐’: Tra i partecipanti figurerebbe anche ๐ถ๐๐๐๐๐๐ ๐ถ๐๐๐๐๐, allora sconosciuto disertore borbonico tra i Garibaldini, destinato a diventare negli anni a venire uno dei capi briganti del periodo post-unitario noto come Brigantaggio.
(Immagine ottenuta con il supporto della IA)