Il Monte Tifata รจ un rilievo dell’Appennino Campano che si trova nella provincia di Caserta, a nord di Santa Maria Capua Vetere e San Prisco. Raggiunge un’altezza di circa 603 metri sul livello del mare. Il monte ha un’importanza storica, mitologica e naturalistica, essendo stato un luogo sacro fin dall’antichitร .
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Oggi, il Monte Tifata รจ caratterizzato da una vegetazione mista di macchia mediterranea, querce e lecci, ed รจ un’area di grande interesse per gli escursionisti e gli appassionati di trekking. Dalle sue alture si gode una vista panoramica sulla piana campana, sul Vesuvio e sul Golfo di Napoli.
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Il culto di Diana Tifatina ha lasciato tracce nella cultura locale. Si racconta che in passato i cacciatori salissero sul monte per chiedere la protezione della dea prima di una battuta di caccia. Ancora oggi, nella memoria popolare, il Tifata รจ legato a racconti e leggende su spiriti e antichi riti pagani.
๐’๐๐๐๐๐ณ๐ข๐ ๐๐ข ๐๐๐ง๐ญ’๐๐ง๐ ๐๐ฅ๐จ ๐ข๐ง ๐ ๐จ๐ซ๐ฆ๐ข๐ฌ si trova sulle pendici del Monte Tifata, nel territorio di Capua. Sorge sui resti proprio dell’ antico tempio romano dedicato a Diana Tifatina, trasformato in chiesa dai Benedettini nel IX secolo e ampliato dai Normanni nellโXI secolo.
Lโabbazia รจ famosa per il suo ciclo di affreschi bizantino-benedettini del XII secolo, tra i piรน importanti dellโItalia meridionale, con scene bibliche e un maestoso Cristo Pantocratore. ร dedicata a San Michele Arcangelo, in linea con il culto micaelico diffuso tra Longobardi e Normanni.
Oggi รจ un luogo di culto e di interesse storico-artistico, meta di pellegrini e turisti.
๐๐ฅ ๐๐๐ฆ๐ฉ๐ข๐จ ๐๐ข ๐๐ข๐จ๐ฏ๐ ๐๐ข๐๐๐ญ๐ข๐ง๐จ era un antico santuario dedicato a Giove, situato sul Monte Tifata, nei pressi di Capua. Le fonti storiche menzionano la sua esistenza giร in epoca romana, Il tempio era legato alla cittร di Capua, una delle piรน importanti dell’Italia antica,Nel 215 a.C., durante la Seconda Guerra Punica, il tempio fu saccheggiato dai soldati cartaginesi di Annibale, che avevano occupato Capua. Questo episodio viene citato da storici come Tito Livio
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Il Monte Tifata รจ strettamente legato alla storia dell’antica Capua. I Sanniti lo consideravano un luogo sacro, mentre i Romani vi edificarono il Tempio di Diana Tifatina, una delle principali divinitร della zona. Questo tempio era un centro religioso molto importante, e la dea Diana era venerata come protettrice della natura, della caccia e delle acque.
Durante la Seconda Guerra Punica (III secolo a.C.), il Monte Tifata fu teatro di scontri tra i Romani e i Cartaginesi di Annibale, che lo usรฒ come base strategica dopo l’alleanza con Capua. Da qui, Annibale osservava le mosse dell’esercito romano e controllava la pianura circostante.
Difatti, come descritto da ๐๐ข๐ญ๐จ ๐๐ข๐ฏ๐ข๐จ nelle sue opere storiche, in particolare nellโ”Ab Urbe Condita”.
Dopo la vittoria di Canne (216 a.C.), Annibale si alleรฒ con Capua e stabilรฌ un campo fortificato sul monte per controllare la pianura e difendere la cittร dai Romani.
Il Tifata offriva vantaggi tattici, come una posizione elevata per l’osservazione e la vicinanza a Capua per i rifornimenti. Tuttavia, dopo anni di assedio, i Romani riconquistarono Capua nel 211 a.C., costringendo Annibale a ritirarsi.
Questo episodio conferma il ruolo chiave del Tifata nella guerra tra Romani e Cartaginesi e la sua importanza storica.
Anche il famoso gladiatore๐๐ฉ๐๐ซ๐ญ๐๐๐จ, durante la rivolta dei gladiatori (73-71 a.C.), potrebbe aver sfruttato la zona del Monte Tifata come punto di rifugio o passaggio nelle sue battaglie contro Roma.
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Monte Tifata ebbe un ruolo strategico nella Battaglia del Volturno (1ยฐ ottobre 1860), combattuta tra le truppe garibaldine di Giuseppe Garibaldi e lโesercito borbonico del Re Francesco II di Borbone, nellโambito della spedizione dei Mille per lโUnitร dโItalia.
Il Monte Tifata, che domina la pianura di Capua, fu utilizzato dai Borbonici come punto strategico per osservare e coordinare le operazioni militari. In particolare:
Le truppe borboniche, dopo aver perso terreno a sud del fiume Volturno, si ritirarono verso Capua e le alture circostanti, compreso il Monte Tifata.
Il monte offriva una posizione difensiva naturale e permetteva di controllare i movimenti delle truppe garibaldine che avanzavano verso il Volturno.
Dopo la battaglia, lโesercito borbonico cercรฒ di riorganizzarsi a Capua, ma alla fine fu costretto a ritirarsi verso Gaeta, dove Francesco II fece lโultimo tentativo di resistere prima della definitiva caduta del Regno delle Due Sicilie
Lโintera area del Volturno, compreso il Monte Tifata, quindi ,fu testimone di un momento cruciale del Risorgimento italiano, che portรฒ allโunificazione del Mezzogiorno sotto il Regno dโItalia.
A ricordo della battaglia esiste il Cimitero dei Garibaldini alle pendici del Monte Tifata, a SantโAngelo in Formis, si tratta di un piccolo sacrario che custodisce le spoglie di alcuni combattenti caduti nella Battaglia del Volturno (1860).
Dopo lo scontro tra garibaldini e borbonici, molti caduti furono sepolti in fosse comuni. Nel tempo, il cimitero รจ diventato un luogo di memoria del Risorgimento italiano.
Oggi รจ poco conosciuto ma conserva un grande valore storico, con lapidi commemorative .
Nel secondo conflitto mondiale fu teatro di scontri ed efferate, quanto ingiustificate, fucilazioni perpetrate dai tedeschi. La fucilazione di un gruppo di esponenti della Repubblica di Salรฒ, sul finire della guerra รจ stato documentato da un filmato dell’istituto Luce
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Secondo alcune fonti non del tutto approfondite, il Monte Tifata potrebbe custodire ancora misteri archeologici legati alla sua storia antica. Tra le ipotesi piรน affascinanti vi รจ quella secondo cui, alle sue pendici, si trovasse una scuola di gladiatori attribuita a Lentulo Batiato, il celebre lanista che addestrรฒ Spartaco e i suoi compagni prima della loro ribellione nel 73 a.C.
Se questa teoria fosse confermata, il Monte Tifata avrebbe avuto un ruolo chiave nella formazione dei gladiatori destinati agli spettacoli dell’anfiteatro di Capua, il secondo piรน grande dopo il Colosseo. Tuttavia, mancano prove archeologiche concrete a sostegno di questa ipotesi, e la localizzazione della scuola resta ancora incerta.
Questa possibile connessione tra il Tifata, i gladiatori e la rivolta di Spartaco aggiunge un ulteriore livello di fascino alla storia del monte, che continua a essere un territorio ricco di segreti e di potenziali scoperte archeologiche.
scatto
di Raffaele Rotondo Photography