Il Monte Tifata รจ un rilievo dell’Appennino Campano che si trova nella provincia di Caserta, a nord di Santa Maria Capua Vetere e San Prisco. Raggiunge un’altezza di circa 603 metri sul livello del mare. Il monte ha un’importanza storica, mitologica e naturalistica, essendo stato un luogo sacro fin dall’antichitร .

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Oggi, il Monte Tifata รจ caratterizzato da una vegetazione mista di macchia mediterranea, querce e lecci, ed รจ un’area di grande interesse per gli escursionisti e gli appassionati di trekking. Dalle sue alture si gode una vista panoramica sulla piana campana, sul Vesuvio e sul Golfo di Napoli.

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Il culto di Diana Tifatina ha lasciato tracce nella cultura locale. Si racconta che in passato i cacciatori salissero sul monte per chiedere la protezione della dea prima di una battuta di caccia. Ancora oggi, nella memoria popolare, il Tifata รจ legato a racconti e leggende su spiriti e antichi riti pagani.

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Lโ€™abbazia รจ famosa per il suo ciclo di affreschi bizantino-benedettini del XII secolo, tra i piรน importanti dellโ€™Italia meridionale, con scene bibliche e un maestoso Cristo Pantocratore. รˆ dedicata a San Michele Arcangelo, in linea con il culto micaelico diffuso tra Longobardi e Normanni.

Oggi รจ un luogo di culto e di interesse storico-artistico, meta di pellegrini e turisti.

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Il Monte Tifata รจ strettamente legato alla storia dell’antica Capua. I Sanniti lo consideravano un luogo sacro, mentre i Romani vi edificarono il Tempio di Diana Tifatina, una delle principali divinitร  della zona. Questo tempio era un centro religioso molto importante, e la dea Diana era venerata come protettrice della natura, della caccia e delle acque.

Durante la Seconda Guerra Punica (III secolo a.C.), il Monte Tifata fu teatro di scontri tra i Romani e i Cartaginesi di Annibale, che lo usรฒ come base strategica dopo l’alleanza con Capua. Da qui, Annibale osservava le mosse dell’esercito romano e controllava la pianura circostante.

Difatti, come descritto da ๐“๐ข๐ญ๐จ ๐‹๐ข๐ฏ๐ข๐จ nelle sue opere storiche, in particolare nellโ€™”Ab Urbe Condita”.

Dopo la vittoria di Canne (216 a.C.), Annibale si alleรฒ con Capua e stabilรฌ un campo fortificato sul monte per controllare la pianura e difendere la cittร  dai Romani.

Il Tifata offriva vantaggi tattici, come una posizione elevata per l’osservazione e la vicinanza a Capua per i rifornimenti. Tuttavia, dopo anni di assedio, i Romani riconquistarono Capua nel 211 a.C., costringendo Annibale a ritirarsi.

Questo episodio conferma il ruolo chiave del Tifata nella guerra tra Romani e Cartaginesi e la sua importanza storica.

Anche il famoso gladiatore๐’๐ฉ๐š๐ซ๐ญ๐š๐œ๐จ, durante la rivolta dei gladiatori (73-71 a.C.), potrebbe aver sfruttato la zona del Monte Tifata come punto di rifugio o passaggio nelle sue battaglie contro Roma.

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Monte Tifata ebbe un ruolo strategico nella Battaglia del Volturno (1ยฐ ottobre 1860), combattuta tra le truppe garibaldine di Giuseppe Garibaldi e lโ€™esercito borbonico del Re Francesco II di Borbone, nellโ€™ambito della spedizione dei Mille per lโ€™Unitร  dโ€™Italia.

Il Monte Tifata, che domina la pianura di Capua, fu utilizzato dai Borbonici come punto strategico per osservare e coordinare le operazioni militari. In particolare:

Le truppe borboniche, dopo aver perso terreno a sud del fiume Volturno, si ritirarono verso Capua e le alture circostanti, compreso il Monte Tifata.

Il monte offriva una posizione difensiva naturale e permetteva di controllare i movimenti delle truppe garibaldine che avanzavano verso il Volturno.

Dopo la battaglia, lโ€™esercito borbonico cercรฒ di riorganizzarsi a Capua, ma alla fine fu costretto a ritirarsi verso Gaeta, dove Francesco II fece lโ€™ultimo tentativo di resistere prima della definitiva caduta del Regno delle Due Sicilie

Lโ€™intera area del Volturno, compreso il Monte Tifata, quindi ,fu testimone di un momento cruciale del Risorgimento italiano, che portรฒ allโ€™unificazione del Mezzogiorno sotto il Regno dโ€™Italia.

A ricordo della battaglia esiste il Cimitero dei Garibaldini alle pendici del Monte Tifata, a Santโ€™Angelo in Formis, si tratta di un piccolo sacrario che custodisce le spoglie di alcuni combattenti caduti nella Battaglia del Volturno (1860).

Dopo lo scontro tra garibaldini e borbonici, molti caduti furono sepolti in fosse comuni. Nel tempo, il cimitero รจ diventato un luogo di memoria del Risorgimento italiano.

Oggi รจ poco conosciuto ma conserva un grande valore storico, con lapidi commemorative .

Nel secondo conflitto mondiale fu teatro di scontri ed efferate, quanto ingiustificate, fucilazioni perpetrate dai tedeschi. La fucilazione di un gruppo di esponenti della Repubblica di Salรฒ, sul finire della guerra รจ stato documentato da un filmato dell’istituto Luce

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Secondo alcune fonti non del tutto approfondite, il Monte Tifata potrebbe custodire ancora misteri archeologici legati alla sua storia antica. Tra le ipotesi piรน affascinanti vi รจ quella secondo cui, alle sue pendici, si trovasse una scuola di gladiatori attribuita a Lentulo Batiato, il celebre lanista che addestrรฒ Spartaco e i suoi compagni prima della loro ribellione nel 73 a.C.

Se questa teoria fosse confermata, il Monte Tifata avrebbe avuto un ruolo chiave nella formazione dei gladiatori destinati agli spettacoli dell’anfiteatro di Capua, il secondo piรน grande dopo il Colosseo. Tuttavia, mancano prove archeologiche concrete a sostegno di questa ipotesi, e la localizzazione della scuola resta ancora incerta.

Questa possibile connessione tra il Tifata, i gladiatori e la rivolta di Spartaco aggiunge un ulteriore livello di fascino alla storia del monte, che continua a essere un territorio ricco di segreti e di potenziali scoperte archeologiche.

scatto ๐Ÿ“ธ di Raffaele Rotondo Photography