ร un antico proverbio napoletano e campano che, tradotto alla lettera, suona cosรฌ: โIl trenta maggio, la vecchia mise lโaspo sul fuocoโ.
Lโaspo โ chiamato in dialetto trapanaturo โ era uno strumento di legno, simile nella forma a uno scheletro di ombrello, usato per avvolgere il filo e trasformarlo in matasse, operazione essenziale per chi tesseva a mano. Il gesto stesso dellโavvolgere il filo, compiuto tra mano e gomito, ha dato origine al verbo โannaspareโ, che oggi usiamo anche per indicare uno sforzo confuso e affannoso.
Nel proverbio, la vecchia รจ costretta a bruciare perfino lโaspo per scaldarsi, a causa di un improvviso ritorno del freddo proprio a fine maggio. Questo ci ricorda che il tempo, soprattutto nelle stagioni di passaggio, รจ imprevedibile, e ciรฒ che di solito diamo per certo puรฒ cambiare inaspettatamente.
Esiste anche una versione alternativa del detto, legata al 30 agosto: โโA vecchia โe trenta ‘e austo mettette โo trapanaturo ร fuocoโ. Qui il senso รจ simile, ma riferito a un calo anticipato delle temperature estive, che sorprende quando meno ce lo si aspetta.
In entrambe le forme, il messaggio resta chiaro:
๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐ข๐๐๐ ๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐ก๐๐ก๐, ๐๐ฬ ๐๐ข๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐ฬ ๐๐๐๐๐ ๐ฃ๐๐ก๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐. ๐ด๐๐โ๐ ๐๐๐ฬ ๐โ๐ ๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐ข๐ฬ ๐๐ข๐ก๐๐๐ ๐๐ ๐ข๐ ๐๐๐๐๐๐ก๐ ๐๐๐โ๐๐๐ก๐๐. ๐ธฬ ๐ข๐๐ ๐๐๐ง๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ข๐๐๐๐ง๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐ก๐ข๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ก๐, ๐โ๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ก๐๐๐ ๐ฬ ๐๐๐๐๐๐๐ โ๐ ๐ ๐๐๐ข๐ก๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐๐๐๐๐ง๐ง๐.