(๐ข๐โ๐๐๐๐ก๐๐ ๐ ๐ก๐๐ ๐ ๐ก๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐)
Premessa doverosa – Quello che segue – non รจ un fatto storico accertato, ma unโipotesi nata da una tradizione medievale, affascinante ma improbabile, che mescola fede, memoria popolare e suggestioni letterarie.
Ciรฒ posto, oggi ci lanciamo in una ipotesi, sรฌ altamente improbabile, ma che รจ coerente a un certo filone narrativo, associandola ad un’altra ipotesi: quella che identifica il leggendario Santo Graal come il calice usato nell’ultima cena

Secondo un filone agiografico, riportato giร nel Martirologio di Adone di Vienne (IX secolo) e ripreso nel XIV secolo da Pietro deโ Natali, San Prisco โ primo vescovo di Capua โ sarebbe stato il proprietario della casa in cui si svolse lโUltima Cena. Pietro deโ Natali attribuรฌ questa notizia a papa Damaso I, anche se nei testi del pontefice tale affermazione non compare.
“๐ด๐๐๐๐ก๐ ๐๐ ๐๐๐ก๐ก๐ฬ, ๐๐ ๐ข๐ ๐ก๐๐๐, ๐ ๐๐๐ก๐๐๐๐: ๐ผ๐ ๐๐๐๐ ๐ก๐๐ ๐ก๐ ๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐: ๐ผ๐ ๐๐๐ ๐ก๐๐๐๐ ๐ฬ ๐ฃ๐๐๐๐๐; ๐๐๐๐ฬ ๐๐ ๐๐๐ ๐๐ข๐ ๐๐ ๐ก๐ ๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐”.
Se davvero fosse stato cosรฌ, Prisco non sarebbe stato soltanto un testimone privilegiato di quel momento, ma anche il primo custode del calice usato da Gesรน โ il Santo Graal โ il recipiente che, secondo la tradizione cristiana, avrebbe accolto il vino trasformato nel suo sangue durante lโistituzione dellโEucaristia.
“๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐ ๐ข๐ ๐๐๐๐๐๐ ๐, ๐๐๐๐ ๐๐ฃ๐๐ ๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐ง๐๐, ๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐: ยซ๐ต๐๐ฃ๐๐ก๐๐๐ ๐ก๐ข๐ก๐ก๐, ๐๐๐๐โ๐ฬ ๐๐ข๐๐ ๐ก๐ ๐ฬ ๐๐ ๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐ข๐ ๐๐๐๐’๐๐๐๐๐๐๐ง๐, ๐ฃ๐๐๐ ๐๐ก๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐ก๐, ๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ก๐. ๐ผ๐ ๐ฃ๐ ๐๐๐๐ ๐โ๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ฬ ๐๐๐ขฬ ๐๐๐ ๐๐๐ข๐ก๐ก๐ ๐๐๐๐๐ ๐ฃ๐๐ก๐, ๐๐๐๐โ๐ฬ ๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐ฬ ๐๐ข๐๐ฃ๐ ๐๐๐ ๐ฃ๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐ ๐๐๐ยป
(๐๐๐ก๐ก๐๐ – 26:27-29)”
La leggenda, proseguendo, racconta che dopo gli eventi della Passione e della Risurrezione, Prisco abbia seguito San Pietro fino ad Antiochia come compagno di missione, per poi giungere a Capua. Qui avrebbe predicato il Vangelo per circa ventโanni, lasciando unโimpronta profonda nella comunitร locale, tanto da essere venerato come martire e patrono.
In questa visione leggendaria, dunque, il cammino di San Prisco inizierebbe in una stanza di Gerusalemme illuminata da lampade a olio, con dodici uomini seduti attorno a una tavola, e si concluderebbe ai piedi del Monte Tifata, dove la sua storia si intreccia per sempre con quella della Campania antica.