La 𝐛𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐕𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐧𝐨, si svolse in un arco di tempo compreso tra il 26 settembre e il 2 ottobre 1860. Fu l’ultimo strenuo tentativo dell’esercito borbonico di fermare l’avanzata dei garibaldini, i celebri “Mille”, che alla fine riuscirono ad avere la meglio.
Dopo questo scontro, la questione militare lasciò progressivamente spazio alla diplomazia: fu infatti Vittorio Emanuele II a completare il processo di unificazione nazionale.

Una piccola ma significativa nota storica riguarda
𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐂𝐚𝐩𝐮𝐚 𝐕𝐞𝐭𝐞𝐫𝐞: proprio nel 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐓𝐞𝐭𝐢
venne concordato uno dei passaggi fondamentali verso la futura unità d’Italia.

Le colline tifatine, testimoni di eventi cruciali, ospitano ancora oggi il cimitero garibaldino di Sant’Angelo in Formis, dove vennero onorati i caduti dell’esercito garibaldino. Oggi, senza alcun intento polemico, è giusto ricordare anche i soldati borbonici, dei quali non conosciamo né i nomi né i luoghi di sepoltura.

Non è nostra intenzione, in alcun modo, riaprire polemiche sulla storia dell’Unità d’Italia. A distanza di oltre un secolo e mezzo, vogliamo semplicemente offrire un gesto di giustizia e di riguardo verso tutte quelle anime che, credendo nei propri ideali, esalarono l’ultimo respiro senza ricevere una degna sepoltura o memoria.

Secondo un particolare filone narrativo, un prelato di alto rango dell’epoca avrebbe cercato di preservarne la memoria in un raro volume, offrendo così un tenue ma prezioso segno di riconoscenza.

Con questo racconto vogliamo semplicemente rendere omaggio a tutti coloro che furono parte di quella storia, offrendo loro un piccolo gesto di pace e di riconoscimento, al di là di ogni schieramento, senza alcun intento polemico e nessun tentativo di riscrittura storica.

Immagine: Andrea Cefaly – La Battaglia del Volturno