La ๐Ÿ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐…๐ข๐œ๐ก๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž era una delle ricorrenze piรน sentite dalla comunitร  samprischese e della conurbazione tifatina di un tempo. Si svolgeva davanti alla chiesetta della ๐Œ๐š๐๐จ๐ง๐ง๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐‹๐ข๐›๐ž๐ซ๐š, costruita davanti al ๐Œ๐š๐ฎ๐ฌ๐จ๐ฅ๐ž๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐‚๐š๐ซ๐œ๐ž๐ซ๐ข ๐•๐ž๐œ๐œ๐ก๐ข๐ž, di cui copre integralmente l’ingresso, lungo la storica via Appia. La โ€œFesta โ€™re Fichelleโ€ si รจ celebrata regolarmente fino ai primi anni โ€™80 ed รจ ancora oggi ricordata con nostalgia da tanti abitanti di San Prisco e Curti.

La festivitร  era legata a unโ€™antichissima tradizione popolare, semplice ma profondamente partecipata. Si trattava di una festa povera, in cui venivano venduti fichi secchi infilati in un bastoncino di legno, le cosiddette fichelle. La strada antistante la chiesa si animava con bancarelle, voci, risate ed anche con il suono di una fisarmonica che per ore accompagnava i presenti con un vecchio tango. Si mangiava, si beveva e si trascorreva il pomeriggio in un clima di convivialitร  genuina.

La chiesetta, situata tra San Prisco e Curti, era il punto di riferimento religioso per tutte le famiglie della zona e rimase aperta quotidianamente fino agli anni โ€™90. Lโ€™ultimo sacerdote a officiare con continuitร  fu ๐ƒ๐จ๐ง ๐๐š๐ฌ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐’๐ญ๐ž๐ฅ๐ฅ๐š๐ญ๐จ. Oggi, invece, viene aperta solo in rare occasioni.

รˆ importante ricordare che lโ€™aspetto attuale del complesso col Mausoleo e la chiesetta รจ molto diverso da quello di un tempo. Negli anni โ€™70 e โ€™80, infatti, lโ€™area, pur essendo a ridosso della nazionale Appia, aveva ancora un aspetto molto diverso da quello attuale, sicuramente meno urbanizzato. Davanti al Mausoleo scorreva un corso dโ€™acqua che proseguiva fino allโ€™altezza dellโ€™attuale bivio di Vollero.