Il 𝑚𝑒𝑠𝑒 𝑑𝑖 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑒̀ 𝑛𝑜𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑚𝑒𝑠𝑒 𝑑𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑀𝑎𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎. 𝐴𝑛𝑑𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎 𝑎 𝑟𝑖𝑝𝑒𝑠𝑐𝑎𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 (𝑜𝑣𝑣𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑟𝑜𝑚𝑎𝑛𝑧𝑎𝑡𝑎) 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑙’𝑜𝑟𝑖𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑓𝑎𝑠𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑐𝑒𝑙𝑒𝑏𝑟𝑖 𝑛𝑎𝑝𝑜𝑙𝑒𝑡𝑎𝑛𝑒 “‘𝐀 𝐌𝐚𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐭’𝐚𝐜𝐜𝐮𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚”

“𝑅𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑎𝑝𝑜𝑙𝑒𝑡𝑎𝑛𝑎 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑖𝑡𝑜 𝑎 𝐿𝑢𝑐𝑖𝑎𝑛𝑜 𝐷𝑒 𝐶𝑟𝑒𝑠𝑐𝑒𝑛𝑧𝑜”

𝐑𝐞 𝐅𝐞𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐈𝐕 si rese conto che il buio pesto che c’ era di notte per le vie di Napoli facilitava il compito dei banditi e perciò decise che bisognava fare luce in città, e che andava creta un’ illuminazione artificiale come si deve.
Il segretario di stato, il marchese
𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐂𝐚𝐫𝐚𝐜𝐜𝐢𝐨𝐥𝐨, cominciò col fare installare alcuni lampioni nei pressi di palazzo reale e delle strade più importanti della città.
Era poca roba, però, un provvedimento del tutto insufficiente che non risolveva il problema.
Il fatto è che per realizzare un’opera seria occorrevano soldi e il Regno in quel periodo stava abbastanza inguaiato.
Questo lo sapevano anche i cittadini, perciò un domenicano assai abile, 𝐩𝐚𝐝𝐫𝐞 𝐆𝐫𝐞𝐠𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐑𝐨𝐜𝐜o, , andò a corte e presentò al Re una proposta: “
𝑀𝑎𝑒𝑠𝑡𝑎̀, 𝑑𝑎𝑡𝑒 𝑎 𝑚𝑒 𝑙𝑎 𝑙𝑖𝑐𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’ 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑖𝑡𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑞𝑢𝑖𝑙𝑙𝑜, 𝑛𝑜𝑛 𝑓𝑎𝑟𝑜̀ 𝑠𝑝𝑒𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑎𝑠𝑠𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑅𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑚𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑢𝑛 𝑑𝑢𝑐𝑎𝑡𝑜. ” “𝑃𝑎𝑑𝑟𝑒 𝑅𝑜𝑐𝑐𝑜” 𝑔𝑙𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑜𝑠𝑒 𝑅𝑒 𝐹𝑒𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑛𝑑𝑜 ” 𝑣𝑜𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑓𝑖𝑑𝑎𝑟𝑚𝑖 𝑑𝑖 𝑣𝑜𝑖.
𝐿𝑎 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑒̀ 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑟𝑑𝑎𝑡𝑎.
𝑀𝑎 𝑚𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑎𝑣𝑒𝑡𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒.”
Don Gregorio Maria Rocco, in effetti, si era fatto venire un’ idea geniale.
Un po’ di tempo prima aveva scovato un bel dipinto della Madonna nei sotterranei del monastero del Santo Spirito, che si trovava nella zona di Piazza Plebiscito, allora chiamata Largo di Palazzo, aveva ordinato che se ne facessero centinaia di copie a colori e che fossero sistemate in tante edicole votive sparse per Napoli. Allora si organizzò una specie di gara nei vari quartieri di Napoli.
“𝑂ℎ 𝑛𝑎𝑝𝑜𝑙𝑒𝑡𝑎𝑛𝑖 ” 𝑑𝑖𝑠𝑠𝑒 “𝑙𝑎 𝑀𝑎𝑑𝑜𝑛𝑛𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑡𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑑𝑎 𝑒̀ 𝑢𝑔𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑑𝑒 𝑑𝑖 𝑁𝑎𝑝𝑜𝑙𝑖.
𝑂𝑟𝑎, 𝑝𝑒𝑟𝑜̀, 𝑠𝑒 𝑣𝑜𝑖 𝑣𝑜𝑙𝑒𝑡𝑒 𝑣𝑒𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑑𝑜𝑣𝑒𝑡𝑒 𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑙𝑎 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎.” Insomma, per farla breve, don Gregorio Rocco puntò sull’ orgoglio cittadino e vinse la sua battaglia. Non ci fu quartiere che non si impegnò con tutte le sue forze per tenere accese le lampade a olio sistemate ai lati delle Madonne.
Senza chiedere nessun finanziamento alle casse del Regno, riuscì a rendere le notti napoletane più luminose e, quindi, assai meno pericolose per quelli che volevano stare fuori casa anche a tarda sera.
Quelle cappelle votive con l’immagine della Vergine rischiaravano dappertutto la città.
Si sentirono più sicure anche madri e mogli di coloro che andavano a lavorare la mattina presto, prima che spuntasse il giorno. Accanto alla porta salutavano figli e mariti proprio con quella frase:
“𝐕𝐚’, ‘𝐚 𝐌𝐚𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐭’𝐚𝐜𝐜𝐮𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚”