๐ˆ๐ฅ ๐“๐จ๐ซ๐จ ๐…๐š๐ซ๐ง๐ž๐ฌ๐ž รจ un’imponente scultura ellenistica (circa 160-150 a.C.), conservata al ๐Œ๐ฎ๐ฌ๐ž๐จ ๐€๐ซ๐œ๐ก๐ž๐จ๐ฅ๐จ๐ ๐ข๐œ๐จ ๐๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ๐ž ๐๐ข ๐๐š๐ฉ๐จ๐ฅ๐ข. Probabilmente una copia romana severiana (190-210 d.C.) di un originale greco, rappresenta il supplizio di Dirce, punita dai fratelli Anfione e Zeto legandola a un toro selvaggio. Rinvenuto nelle Terme di Caracalla a Roma, il gruppo scultoreo entrรฒ nella Collezione Farnese prima di essere trasferito a Napoli. Celebre per il dinamismo e il realismo della composizione, il gruppo scultoreo narra la punizione della ninfa Dirce, colpevole di aver maltrattato Antiope, la madre di Anfione e Zeto. I due fratelli la legano a un toro selvaggio affinchรฉ venga trascinata e uccisa.

L’opera รจ un capolavoro del realismo ellenistico, con dettagli dinamici e un forte senso del movimento.