Così si dice, in napoletano e campano, di due persone inseparabili, sempre insieme come la cazza (il secchio per la calcina) e la cucchiara (la cazzuola) del muratore.
Due strumenti che lavorano fianco a fianco: uno contiene la malta, l’altra la stende sui mattoni. A fine giornata vengono riposti insieme, pronti per essere usati di nuovo l’indomani.

Col tempo, il detto è stato spesso storpiato in “𝑐𝑎𝑥𝑥𝑜 𝑒 𝑐𝑢𝑐𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎” 𝑜 “𝑡𝑎𝑧𝑧𝑎 𝑒 𝑐𝑢𝑐𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑎”, ma la sua origine autentica racconta qualcosa di semplice e profondo:

la vera amicizia è restare vicini nei momenti duri e in quelli felici, costruendo insieme qualcosa che duri nel tempo.

Questo detto, come molti altri della tradizione campana e napoletana, rivela una filosofia di vita unica: capace di abbracciare ogni sfumatura dell’esperienza umana e, allo stesso tempo, di farlo con una leggerezza e un’ironia che appartengono e sono tipiche di questo popolo.