C’era una volta, in un piccolo paese della Campania, un rito che oggi sembra quasi dimenticato. Ogni settimana, quando le giornate si facevano fresche e il profumo di legna iniziava a danzare nell’aria, le famiglie del quartiere si davano appuntamento attorno a un forno comune, messo a disposizione da una famiglia. Quel forno non era soltanto uno strumento per cuocere il pane, ma era il cuore pulsante di una piccola comunità. Ciascuno portava un fascio di legna, un po’ di impasto preparato in casa e tanta voglia di condividere un momento insieme.

Le nonne raccontavano ai più giovani che un tempo, quando la legna scarseggiava, un forno messo a turno a disposizione da una famiglia era l’unico modo per risparmiare risorse e rafforzare i legami. Si cuoceva tutto insieme e alla fine si divideva il pane tra i vicini, un gesto semplice che aveva il sapore della solidarietà.

In quel forno non si cuoceva solo il pane, ma anche le storie di un tempo in cui davvero, come si dice in Campania, “𝑝𝑢𝑟𝑒 ‘𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑛𝑎 𝑡𝑒𝑛𝑒 𝑏𝑖𝑠𝑜𝑔𝑛𝑜 𝑑’𝑎̀ 𝑣𝑖𝑐𝑖𝑛𝑎, ovverosia anche chi aveva tanto, aveva bisogno del calore umano, dello scambio, della chiacchiera e di quel semplice pezzo di pane condiviso, perché magari non il processo di panificazione non rientrava esattamente fra le proprie competenze.

𝐄 𝐜𝐨𝐬𝐢̀, 𝐜𝐨𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨, 𝐜𝐞𝐫𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐞 𝐦𝐚𝐠𝐚𝐫𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐨’ 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐢𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢.