S𝐜𝐡𝐞𝐧𝐞𝐜𝐭𝐚𝐝𝐲 (𝐍.𝐘.), 𝐚𝐧𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟑𝟎.
𝐿𝑎 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑀𝑎𝑡𝑎𝑟𝑎𝑧𝑧𝑜, 𝑐𝑎𝑖𝑎𝑡𝑖𝑛𝑖 𝑒𝑚𝑖𝑔𝑟𝑎𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑈.𝑆.𝐴. Foto 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐞𝐥𝐨 𝐃’𝐀𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚 estrapolata dal
𝐺𝑟𝑢𝑝𝑝𝑜 𝐹𝑎𝑐𝑒𝑏𝑜𝑜𝑘: 𝐸𝑟𝑎 𝐶𝑎𝑖𝑎𝑧𝑧𝑜 𝑛𝑒𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑖
Una delle tante famiglie di Caiazzo, e più in generale del Sud Italia, che in quel periodo segnato da privazioni e difficoltà lasciarono il proprio paese in cerca di fortuna in America. Come molte altre in quegli anni, affrontarono un viaggio lunghissimo e doloroso, lasciando affetti, radici e identità, con la consapevolezza che forse non le avrebbero mai più riviste.
Dalla fine dell’Ottocento alla prima metà del Novecento, l’emigrazione verso il continente americano, e verso gli Stati Uniti in particolare, fu un fenomeno di massa che caratterizzò profondamente il Sud Italia, contribuendo anche a impoverirlo ulteriormente. Molte famiglie emigrarono “a gettoni”, solo in parte: spesso partivano i capifamiglia, che dall’America cercavano di sostenere economicamente i propri cari rimasti in Italia attraverso l’invio regolare di denaro. L’obiettivo era quello di rientrare un giorno, una volta raggiunta una certa stabilità, oppure di ricongiungersi portando con sé l’intera famiglia negli Stati Uniti.
Un’emigrazione che contribuì in modo tangibile allo sviluppo della nazione americana, ma che non sempre garantì dignità agli emigranti italiani. Spesso, complice anche una diffusa condizione di analfabetismo, all’ingresso negli Stati Uniti i cognomi venivano storpiati o modificati, alterando profondamente l’identità di molte famiglie. Questo ha reso, a distanza di generazioni, difficile per molti discendenti rintracciare le proprie origini, soprattutto nel Mezzogiorno.
Uno spaccato importante della nostra storia e del nostro territorio, troppo spesso colpevolmente sottaciuto, quando invece meriterebbe di essere raccontato e approfondito molto di più.