Quando le cose buone sono fatte a Napoli non fanno mia notizia

Avatar di Vincenzo StrinoIl Terronista

Troppe volte l’Università di Napoli si è ritrovata sul fondo di discutibili classifiche, eppure realizzare un arto robotico con meno di 40 euro e porre fine alle orrende mutilazioni che affliggono le vittime dei paesi in cui vi sono guerre civili o conflitti di vario genere non è roba che si vede tutti i giorni.

mano_2

Infatti l’idea destinata a far scalpore proviene –ancora una volta- da Napoli, culla dell’estro e dell’ingegno. Precisamente dal dipartimento di ingegneria elettrica e tecnologie dell’informazione (DIETI) della Federico II dove, da oggi, hanno un motivo valido per vantare le sopracitate virtù, perché da un’idea di Massimo Polisiero di “Ingegneri Senza Frontiere” è scaturito poi il progetto di ricerca “Low cost prosthetic hand” in collaborazione con Paolo Bifulco e Annalisa Liccardi del DIETI.

L’opera riguarda un dispositivo robotico (di cui è possibile leggere dettagliatamente qui e, per gli addetti ai lavori, anche qui ), capace…

View original post 97 altre parole