Un angolo della Vaccheria di Caserta fermato nel tempo, nel 1965. In primo piano l’antico ingresso alla borgata, con i due monumentali pilastri che sembrano segnare ancora simbolicamente il passaggio verso un luogo profondamente legato alla storia del territorio leuciano.

Siamo negli anni Sessanta, in un’Italia che sta cambiando rapidamente. Sono gli anni del boom economico, dell’espansione delle città, dell’automobile e di trasformazioni urbanistiche che, nel giro di pochi decenni, avrebbero modificato il volto di tanti piccoli centri e borghi. La fotografia conserva invece una Vaccheria ancora raccolta e quasi rurale: poche costruzioni, la strada che si inoltra tra le case, il verde sullo sfondo e un paesaggio ancora lontano dall’intensificazione edilizia dei decenni successivi.

Vaccheria rappresenta una delle realtà più caratteristiche dell’area di San Leucio, cresciuta storicamente all’ombra del grande progetto borbonico e legata, già nel nome, alle attività agricole e di allevamento che servivano il complesso reale. Nel tempo il piccolo nucleo ha mantenuto una propria identità, nella quale storia borbonica, vita contadina e devozione popolare si sono intrecciate.

Ed è proprio questo il valore delle vecchie fotografie: non mostrano soltanto com’era un luogo, ma permettono di leggere quanto sia cambiato il paesaggio e, insieme ad esso, il modo di vivere di una comunità.

Caserta – Vaccheria, 1965.
Documento condiviso da Vincenzo Bellone nel gruppo Facebook “Reggiando e dintorni”. Autore e provenienza originaria della fotografia non indicati.